Linee in movimento
Una raccolta di racconti brevi dedicati a Hugo Pratt e ispirati alla rete autostradale - nata oltre 100 anni fa - che, oggi come allora, unisce persone, comunità, culture e dialetti.
I racconti narrano - attraverso personaggi molto diversi ma tutti accomunati dalla passione per le avventure - viaggi, luoghi e storie. Alcune vere, altre verosimili, altre fantastiche. Si muovono lungo la rete di Autostrade per l’Italia, dalla Liguria alla Toscana, dal Piemonte alla Campania, dalla dorsale adriatica a Venezia, a volte in auto, a volte con l’immaginazione raccontando le storie, le avventure e le speranze di un disegnatore, un marinaio, un sognatore. E questa è proprio una delle funzioni principali della rete autostradale: unisce i desideri ai luoghi, le necessità alle destinazioni, i piaceri alle mete. La libertà di andare dove si vuole o dove serve, di connettere persone, culture e territori.
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A1 Toscana. Un professore.
“Aveva sistemato la videocamera professionale sul sedile del passeggero, fuori dalla custodia in pelle, pronta all’uso. Non si sa mai.”
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A4/A9 Lomabradia. Uno studente.
“Il primo anno era servito ad ambientarsi, ma il secondo doveva iniziare con un passo diverso. Studente fuorisede, non voleva pesare sul budget dei genitori oltre il necessario.”
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A10 Liguria. Una sceneggiatrice.
“Esterno giorno - Autostrada A10 - Campo lungo
La mdp inquadra una macchina rossa e, sullo sfondo, Varazze.
Esterno giorno - Interno macchina - Primo piano
La mdp si sofferma sulla donna che guida
Musica: parte Society di Eddie Vedder”

A14 Emilia-Romagna. Una chef.
“Il patto era stato chiaro fin dall’inizio: «Andiamo insieme una settimana in vacanza in Puglia: Salento, mare trasparente, serate folli, la Notte della Taranta, Lecce barocca e altre meraviglie. Ma per due giorni mi lasci fare le mie cose. Di lavoro.» Anna aveva accettato, convinta che per una chef “lavoro” significasse infilarsi in qualche ristorante stellato e magari confrontarsi con i colleghi.”
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A16 Campania. Un geologo.
“La preparazione di un viaggio, per lui, era una fase decisiva. Gli serviva ad ordinare per bene tutta l’attrezzatura ma soprattutto era l’inizio del viaggio stesso.”
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A23 Friuli. Un autista.
“Quello era il momento più bello. Pioggia o sole, luce o buio, lui usciva dalla vecchia casa di piazza del Popolo, e camminava sotto i portici della Loggia Pubblica per poi costeggiare il fosso e uscire dalla Torre Grimana. Iniziare così la giornata di lavoro era vitale.”
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A26 Piemonte. Una costumista.
“Sono gli abiti a portare noi, non noi a portare gli abiti. Di quel mantra non ne poteva più. Era una frase attribuita a Virginia Woolf ma lei non l’aveva mai trovata in nessuno dei libri che aveva letto.”
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A27 Veneto. Una scrittrice.
“Ogni tornante era come un’ansa dello stomaco. Una curva al di là della quale c’era un nuovo scenario. Una curva che, se guardavi in basso, ti si stringeva l’anima. Una curva che era esattamente come la pagina del libro che non vedi l’ora di finire per voltarla e iniziarne una nuova.”
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A30 Campania. Un’archeologa.
“Era sempre la stessa storia: arrivava il venerdì e i colleghi evaporavano, lasciandole addosso tutte le incombenze.”
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Genova. Un marinaio.
“È arrivato dal mare. Come si conviene quando si va a trovare un vecchio marinaio.”
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Linee in movimento
“Le autostrade sono come vie d’acqua per tracciare rotte verso la libertà di movimento. Si parte e si va dove si vuole. In fondo non c’è tanta differenza tra gli Alisei che ti portano in andatura costante verso i Caraibi e la galleria sotto il Monte Bianco che ti porta al di là delle Alpi.”
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