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AUTOSTRADE PER L’ITALIA: DA ANTICIPAZIONI MEDIA SULLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE MIT NON EMERGE ALCUN INADEMPIMENTO CONTRATTUALE. VIOLAZIONE OBBLIGO DI CUSTODIA E’ ADDEBITO ERRONEO E INAPPLICABILE. LA STESSA RELAZIONE CONFERMA, NELLA DENEGATA IPOTESI DI REVOCA, LA SUSSITENZA DELL’OBBLIGO DI INDENNIZZO.

Roma, 1 luglio 2019. Autostrade per l'Italia dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione in relazione al procedimento in corso e di aver appreso solo da notizie di stampa dell'esistenza e dei contenuti della relazione della Commissione ministeriale insediata presso il MIT.

ASPI contesta il metodo di diffusione alla stampa in modo pilotato e parziale di stralci di tale relazione, prima ancora che essa sia resa nota alla controparte, come è richiesto dal procedimento amministrativo in essere.

Da tali anticipazioni non sembrerebbe emergere alcun grave inadempimento agli obblighi di manutenzione ai sensi del contratto di concessione. Peraltro, la presunta violazione dell'obbligo di custodia, di cui all'art. 1177 del codice civile, costituirebbe un addebito erroneo ed inapplicabile al caso di specie, trattandosi di una infrastruttura che sarà restituita allo Stato al termine della concessione, per effetto della sua ricostruzione affidata dal Commissario per Genova ed interamente finanziata da ASPI.

In merito ai riferimenti diffusi a mezzo stampa circa una ipotetica pericolosità di altre infrastrutture della rete, ASPI ribadisce con forza che la sicurezza della stessa è stata confermata anche da ulteriori verifiche fatte da primarie società terze.

ASPI resta fortemente impegnata a garantire i migliori standard di sicurezza che hanno contribuito, dopo la privatizzazione, ad un sostanziale miglioramento dei livelli di sicurezza della circolazione.

Al fine di ristabilire un corretto quadro informativo, i termini della Convenzione prevedono, nella denegata ipotesi di revoca, il pagamento di un cosiddetto indennizzo che corrisponde al giusto valore della concessione, secondo i criteri contrattualmente previsti. La sussistenza di tale obbligo di indennizzo, come riportato dalla stampa, è confermata anche dalla stessa relazione della Commissione.

Da ultimo si ricorda che sono ancora ignote le cause interne o esterne che hanno determinato la tragedia e l'accesso alla documentazione dei luoghi e dei fatti è ancora incompleto.