« Indietro

Conservare il passato per costruire il futuro: la VAV e il patrimonio culturale

15 milioni di euro per la valorizzazione del patrimonio culturale che costituisce il valore aggiunto dell’Appennino Tosco-Emiliano, andandosi a sommare al pregio naturalistico di quest’area, costellata di piccole e spesso sconosciute realtà storiche di alto valore artistico e simbolico per il territorio. Sono i fondi stanziati da Autostrade per l’Italia nell’ambito delle opere compensative per la realizzazione della Variante di Valico ai diversi comuni che avevano la necessità di recuperare e valorizzare emergenze storico artistico ed architettoniche altrimenti destinate al decadimento e all’impossibilità di essere fruite.

Abbiamo scelto di dedicare il numero 30 della newsletter VAV a questo argomento, da un lato, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della conservazione e della tutela, dall’altro, per raccontare esperienze che hanno permesso la nascita di nuove realtà di aggregazione comunitaria e crescita economica di cui la cultura diventa volano. Inoltre con questo numero speciale si vuole mettere in luce la consapevolezza di Autostrade per l’Italia e delle Amministrazioni Locali dell’importanza di coniugare la crescita infrastrutturale di un territorio ad un rafforzamento dell’identità culturale di chi lo abita. Obiettivo raggiungibile attraverso la tutela e lo sviluppo della cultura e dei beni che la rappresentano.

Antichi palazzi nobiliari, fienili, centri storici e santuari sono parte del patrimonio culturale dell’Appennino Emiliano e Toscano; un insieme vario e composito che è, allo stesso tempo, punto di riferimento e segno di appartenenza per chi vive nel territorio, così come una continua scoperta per il viaggiatore che ama addentrarsi anche al di fuori dei percorsi noti del turismo di massa. Ogni centro abitato ha i suoi beni-simbolo da salvaguardare, recuperare o ricreare, processi che, nel caso dei Comuni interessati dal passaggio della VAV, sono stati semplificati dalla decisione di impiegare parte dei fondi per le opere compensative proprio per la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale, per un totale di quasi 16 milioni di euro, di cui 9 in Emilia e 7 in Toscana.
Come nel caso delle scuole (cfr. NL VAV n. 21), questo dimostra che la costruzione di un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo dell’intero Paese porta benefici a livello locale: per la crescita sociale delle comunità, della sua coesione.
Molti i Comuni che hanno deciso di intervenire finanziando i luoghi della cultura e del sapere in Emilia-Romagna:

a Sasso Marconi si sta realizzando uno dei progetti più ambiziosi: oltre 3 milioni di euro finanziati da Autostrade per un progetto che coinvolge la Regione Emilia-Romagna e prevede il recupero del complesso storico di Colle Ameno. Si tratta di un intervento di tutela, restauro e valorizzazione del complesso monumentale di Villa Ghisilieri che prevede opere di conservazione e ricostruzione dal punto di vista architettonico, strutturale, impiantistico.
I lavori interessano due aree dell’antico complesso:
  • interventi di restauro e consolidamento per tutte le murature dell’antica palazzina dei Davia e di alcuni locali adiacenti quali la zona degli scaloni, nell’ala sud;
  • ricostruzione dell’edificio abbattuto nel 1996 con destinazione d’uso a botteghe artigiane al piano terra e ad appartamenti al primo piano.

A Grizzana Morandi sono due i progetti portati a termine per offrire alla cittadinanza (ma con forte risonanza oltre i confini provinciali e regionali) occasioni di crescita culturale:
  • la ristrutturazione del Nucleo del Campiaro, meglio conosciuto come insieme dei ‘Fienili di Giorgio Morandi’ (vedi articolo p. 6);
  • il recupero del complesso le Caselline, per la realizzazione di un centro sociale e di un ufficio di informazioni turistiche. Un progetto che, con un investimento di 840.000 euro, non solo ha permesso alla comunità di disporre di un luogo di aggregazione con una sala polivalente, uffici e una reception, ma di condividere un metodo di gestione partecipata della fase di progettazione. Nella fase preliminare di definizione del progetto, infatti, l’amministrazione ha coinvolto i rappresentanti della cittadinanza per trovare insiemesoluzioni per la realizzazione di un progetto sostenibile: coibentazione dell’edificio, messa a punto di un sistema di ventilazione naturale, utilizzo di materiali che richiedano una bassa manutenzione, massima agibilità per i portatori di handicap.

Il Comune di Castiglione dei Pepoli ha destinato parte dei fondi erogati alla riqualificazione del centro storico.
Con circa 765.000 euro è stato possibile migliorarne l’accessibilità attraverso la realizzazione di un percorso pedonale che ha comportato:
  • la ridisegnazione della piazza, attraverso un nuovo schema geometrico della pavimentazione;
  • l’installazione di nuovi arredi urbani, tra cui impianti di illuminazione che valorizzino gli edifici di maggior pregio come la Chiesa, la Torre dell’Orologio e Palazzo Pepoli;
  • la progettazione del nuovo impianto fognario, delle reti elettriche, telefoniche dell’acqua e del gas.

Il Comune di San Benedetto Val di Sambro ha scelto di utilizzare i fondi a disposizione:
  • per la sistemazione del centro storico delle frazioni di Pian del Voglio e Serrucce (per cifre che si aggirano, rispettivamente, attorno ai 2 milioni e mezzo di euro e ai 250 mila euro);
  • per il consolidamento edilizio del santuario di Serra Ripoli. Questo intervento, che ha richiesto l’impiego di circa 340 mila euro, è servito a recuperare un luogo simbolo per i Ripolesi, in quanto edificio sacro, la cui storia si perde nei racconti della tradizione paesana, costruito su un colle a 550 m di altezza a dominare la vallata del Setta. Le opere di restauro hanno riguardato le pareti portanti, le cupole della navata centrale e dell’altare maggiore e il consolidamento delle pareti di perimetro e del piazzale antistante l’edificio. Le tecnologie impiegate erano compatibili con la natura geologica del terreno, ciò significa aver utilizzato metodi non invasivi che hanno riportato l’edificio al suo antico splendore.


Anche il Comune di Monzuno ha destinato i fondi VAV per la riqualifica del centro storico, per realizzare un intervento del valore di quasi un milione di euro. L’opera è in fase finale di progettazione e, a breve, partiranno i lavori.

Sul versante Toscano le azioni a favore del patrimonio storico e culturale si sono concentrate per la maggior parte nel territorio del Comune di Barberino di Mugello e dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello.

A Barberino la maggior parte dei fondi è stata stanziata a favore
  • del restauro di Palazzo Pretorio, edificio del 1500 situato nel centro cittadino, che ha richiesto lavori di recupero per un totale di 1.600.000 euro. Il restauro ha consentito al Palazzo di tornare all’antico splendore e al Comune di dotarsi di una nuova sede per la biblioteca e di un’ampia sala espositiva per ospitare mostre d’arte ed eventi pubblici;
  • della sistemazione del centro storico. Il progetto per la riqualificazione della piazza e delle vie principali del centro di Barberino, i cui lavori oggi sono ormai completati, ha richiesto un investimento di circa 2.500.000 euro. La sfida dell’amministrazione è stata quella di restituire la piazza e il nucleo storico alle sue funzioni e ai suoi simbolismi e a questo scopo si è ricorso ad un processo di partecipazione pubblica, attraverso assemblee e incontri con la cittadinanza, fin dalla prima fase di progettazione. I lavori hanno interessato il Corso Corsini e Piazza Cavour, con un’opera di ripavimentazione studiata per rendere armonico il passaggio tra questi due luoghi e per mettere in risalto le eccellenze architettoniche del centro. Contemporaneamente si è resa pedonale la piazza, che può inoltre godere di una nuova illuminazione, di nuove reti elettriche, del gas e telefoniche e della risistemazione fognaria.


A questo macro-intervento sono stati affiancati, negli ultimi anni, altri lavori più puntuali, su singole emergenze:
  • realizzazione e posa del complesso scultoreo sulla rotonda ‘dei Minatori’ all’ingresso del paese (55 mila euro),
  • realizzazione di una centrale termica all’interno del ‘Teatro Comunale Bartolomeo Corsini’ (40 mila euro),
  • restauro della Pieve di Sant’Andrea, un complesso ecclesiastico anteriore al XV sec. composto da una chiesa a navata unica e dalla ex canonica, caratterizzate dalla presenza di vetrate a mosaico colorato, di un campanile contenente quattro campane del Trecento e da tracce di antichi affreschi. Gli edifici necessitavano di interventi urgenti di consolidamento strutturale che, con l’impiego di 332 mila euro, sono stati realizzati sotto la guida della Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Provincia di Firenze.

Altre amministrazioni dell’area toscana hanno destinato fondi VAV alla cultura, su diversi fronti:
  • a Firenzuola sono stati svolti i lavori per rendere accessibile il Museo storico-etnografico di Bruscoli, abbattendo le barriere architettoniche e risistemando il piazzale, in vista di un prossimo ampliamento dell’immobile;
  • a Palazzuolo sul Senio il Museo Archeologico dell’Alto Mugello, che ha sede nel trecentesco Palazzo dei Capitani, è stato oggetto di lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per la messa a norma degli impianti e la prevenzione incendi, l’illuminazione esterna e il recupero di alcuni locali al piano terra.
    In questo comune sono stati impiegati i fondi VAV anche per la sistemazione del centro storico, riqualificando l’area che domina la Piazza Ettore Alpi, su cui svetta la Chiesa di Sant’Antonio;
  • a Borgo San Lorenzo il Comune ha usufruito di 500 mila euro per dotare il Museo etnografico di Casa d’Erci di un nuovo laboratorio didattico, dove bambini e adulti potranno imparare l’arte della panificazione, grazie ad un nuovo edificio di quasi 300 mq, che ospita un forno per la cottura.

Oggi questi cantieri della cultura procedono in linea con l’avanzamento del cantiere della Variante di Valico. Tutti questi interventi dislocati sull’Appennino, raggiungono una percentuale di completamento che si aggira attorno al 75%. La maggior parte delle comunità già può godere dei benefici, ma l’obiettivo finale è far si che quest’offerta culturale possa presto essere apprezzata da un pubblico più ampio: se la costruzione della VAV rende possibile opere come queste, destinate al recupero dei luoghi della cultura e dell’incontro, sempre attraverso la VAV, una volta completata, sarà più semplice raggiungerli e conoscere un patrimonio di opere spesso minori ma dall’innegabile valore artistico, storico e sociale.

« Indietro
  • Gallery
  • Newsletter
  • Video
  • Webcam