Studi e tecnologia

Studi sul traffico

Il report analizza l'andamento della mobilità al massimo livello di disaggregazione spaziale.


report della mobilità al massimo livello di disaggregazione spaziale

La rete aziendale continua ad essere caratterizzata da una distribuzione del traffico fortemente disomogenea, dagli oltre 101.000 VTMG dell'A4 Milano-Brescia ai 59.500 dell'A1 Milano-Napoli, fino ai 18.300 dell'A23 Udine-Tarvisio. Le arterie con livelli di traffico superiori alla media di rete (44.000 VTMG) sono, oltre ad A4 e A1, la A8/A9 Milano-Laghi, la Diramazione A8/26, la A10 Genova-Savona, la A12 Genova-Sestri Levante e la A11 Firenze-Pisa.

Normalizzando il traffico in rapporto al numero delle corsie di ogni infrastruttura si osserva che la A4 rimane la più intensamente trafficata, nonostante le 6 corsie su tutto il tracciato. Al contrario la A1, che presenta 454 km di 3º corsie, è superata, oltre che dalla Laghi, dalla A12 e dalla A11, entrambe interamente a due corsie.
La stragrande maggioranza dei tratti elementari della rete aziendale ha un volume medio per corsia inferiore ai 12.000 veicoli/giorno (il 39% della rete meno di 7.000, un altro 38% tra 7.000 e 12.000); sul 20,6% della rete il flusso medio è compreso tra i 12.000 ed i 17.000 transiti/giorno per corsia, mentre sul 2,4% della rete (il 6% dei tratti elementari) le condizioni di deflusso risultano più problematiche (oltre 17.000 veicoli/giorno per corsia).

La variabilità dei flussi è molto accentuata, non solo tra le autostrade ma anche al loro interno, in rapporto alla tipologia di aree servite ed, in parte, all'estensione ed al ruolo svolto dalle infrastrutture. In generale, i livelli di traffico raggiungono i valori massimi in prossimità delle aree metropolitane e dei nodi di scambio con le principali autostrade e diminuiscono gradualmente allontanandosi dai poli di attrazione; su alcune arterie, che attraversano contesti particolarmente dinamici, i flussi si intensificano in corrispondenza dei poli industriali.
Sulla Sole l'intensità dei flussi presenta continue oscillazioni, con volumi maggiori in corrispondenza delle 5 grandi aree metropolitane servite, per la forte presenza della mobilità a breve-medio raggio da esse generata. L'andamento territoriale del traffico sull'Adriatica è piuttosto regolare, con livelli dei flussi decrescenti da nord verso sud ed una lieve accentuazione del traffico in prossimità dei maggiori poli produttivi.
I tratti elementari con volumi molto elevati (oltre 80.000 TGM) erano 15 nel 1998 e sono 27 nel 2003. Tra questi ricadono: l'intera A4 Milano-Brescia (16 tratti), la tratta di A1 compresa tra l'allacciamento alla A22 del Brennero e Bologna (3 tratti), tre tratti urbani dell'area fiorentina (Allacciamento A1/A11 - FI Signa e Signa - Certosa sulla A1; Allacciamento A1/A11 - Prato Est sulla A11), 3 tratti della A14 tra Bologna e la diramazione di Ravenna, il tratto Fidenza - Allacciamento A1/A15 sulla Sole ed il tratto Allacciamento A1/Raccordo Roma Sud - Valmontone sulla Roma - Napoli.
Il tratto elementare con la più alta mobilità in assoluto è Tangenziale Milano Est - Agrate sulla A4, quasi 137.000 veicoli/giorno nel 2003 (104.000 leggeri e 33.000 pesanti), con una punta mensile di 150.000 transiti/giorno a luglio.

Le minori intensità di traffico si riscontrano su alcuni tratti di arterie del Mezzogiorno, in particolare il tratto della A14 a sud di Bari ed il tratto più orientale della A16 presso l'allacciamento con l'Adriatica. Al nord si rilevano flussi contenuti sulla A26, vicino Vercelli, e sul tratto bellunese della A27.

L'autostrada con la più elevata quota "pesante" è la A23 Udine-Tarvisio (33,6% dei VTMG, in ulteriore crescita rispetto al 2002); seguono la A13 Bologna-Padova (27%), l'Autostrada del Sole (25,9%), in particolare la Bologna-Firenze (30,7%) e la Fiano-S. Cesareo (28,8%), la A14 Adriatica (25,8%) e la A4 Milano - Brescia (25,2%, unica in calo rispetto all'anno precedente). Le incidenze più basse si riscontrano, oltre alle due arterie in aperto, sulle autostrade liguri (16% sulla A12, 17,3% sulla A10, 19,3% sulla A7), la A27 Venezia-Belluno e la A11 Firenze-Mare (poco più del 17%). Nell'ultimo quinquennio la mobilità sulla rete aziendale è cresciuta ad un tasso medio annuo del 3,15%. Gli aumenti più intensi hanno riguardato le autostrade della parte orientale del Paese, con particolare riferimento al corridoio adriatico (+4,3% la Udine-Tarvisio, +3,7% la Venezia-Belluno, +3,6% la A14 Bologna-Taranto, con punte del 4,5% tra Ancona e Canosa, +3,5% la Bologna-Padova), la Roma-Civitavecchia (+5,2%) e le tratte meridionali della A1 (+4% la Fiano-S. Cesareo e la Roma-Napoli). Una dinamica più contenuta si è registrata sulle autostrade liguri, sulla A4 Milano-Brescia e sul tratto appenninico dell'Autostrada del Sole, che hanno avuto incrementi medi annui al di sotto del 2,3%; si tratta di infrastrutture con problemi di saturazione più o meno diffusi che ne condizionano le potenzialità di sviluppo.

A livello di singoli tratti elementari, si conferma nel 2003 uno sviluppo della mobilità più contenuto nei contesti urbani caratterizzati da densità di traffico molto elevate o da condizioni di deflusso più difficili, quali le aree metropolitane di Milano, lungo la A4, Modena e Bologna, sulla A1 e la A14, Firenze sulla A11, Napoli sulla A16 e Genova.
In generale, fatta eccezione per il ramo di penetrazione sud di Roma, gli incrementi maggiori (oltre il 6%) si sono registrati su tratti connotati da livelli di mobilità medio-bassi (il tratto intermedio della A26 o quello settentrionale della A27, la A13 attorno a Padova, la diramazione di Ravenna).



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