Identificare e presidiare i rischi

Strategia

Il Gruppo ritiene che sia fondamentale, per creare valore sostenibile e consentire l’assunzione “consapevole” delle scelte d’impresa, effettuare un’analisi preventiva e continuativa della natura e del livello dei rischi collegati agli obiettivi strategici per il conseguimento delle performance aziendali.

A tal fine, il Gruppo ha implementato dal 2005 un sistema di gestione dei rischi affidato alla struttura Risk Management, la quale si occupa di supportare le strutture aziendali nel processo di identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio dei rischi.

Il Consiglio di Amministrazione della Società ha identificato:

  • la natura del rischio, e quindi l’insieme delle categorie di rischio a cui è esposta l’azienda (cd. Business Risk Model);
  • il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici (“Risk Appetite”), il quale rappresenta il livello di rischio complessivo che la Società è disposta ad assumere nel raggiungimento degli obiettivi strategici.

In particolare il Risk Appetite framework  prevede:

  • il coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione nella formulazione del Risk Appetite che deve poi essere declinato su tutta l’organizzazione. Il Risk Appetite considera tutte le tipologie di rischi significativi (Business Risk Model) in cui la Società potrebbe incorrere, valutando il grado di propensione per ciascuno di essi.
  •  la responsabilizzazione a tutti i livelli per assicurare che il profilo di rischio assunto nelle rispettive aree di competenza sia compatibile con il Risk Appetite attraverso l’implementazione, ove possibile, delle soglie di tolleranza al rischio (Risk Tollerance). Tale attività consiste nel comunicare e diffondere tra il management la cultura del rischio e le indicazioni emerse in fase di formulazione del Risk Appetite dal Consiglio di Amministrazione.
  • l’aggiornamento continuo del Risk Appetite attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti. Il framework di Risk Appetite della Società viene monitorato costantemente nel tempo ed eventualmente aggiornato sulla base delle modifiche esterne (normative, macroeconomiche, ecc.) e interne (modifiche organizzative, acquisizioni, fusioni, ecc.) intercorse.

Aree di rischio collegate agli obiettivi strategici individuate dal CdA: il Business Risk Model

 

Rischio finanziario
I rischi finanziari sono prevalentemente connessi al reperimento di adeguate fonti di finanziamento, alla variazione dei tassi di interesse e di cambio, e al mantenimento di un adeguato merito di credito.

Rischio regolatorio
Il Gruppo opera in un settore fortemente regolamentato, pertanto una parte significativa dei ricavi e la remunerazione economica degli investimenti potrebbero essere influenzate dalla stabilità regolatoria e normativa del Paese in cui si opera, dall’applicabilità legale dei contratti di concessione, dal grado di discrezionalità esercitabile dalla controparte contrattuale.

Rischio di compliance
Nello svolgimento delle proprie attività il Gruppo risulta esposto al rischio di violazioni di leggi  e  regolamenti, ciò nonostante operi sempre nel rispetto di leggi e normative e scegliendo partner e settori/paesi compatibili con i propri standard etici.

Rischio business (esercizio)
Il Gruppo opera al fine di ridurre al minimo l’esposizione ai rischi di interruzione del servizio erogato anche per cause  non imputabili alla propria gestione (es. cause meteorologiche, incidenti, blocchi stradali ecc.),
di sicurezza della circolazione, di malfunzionamento dei sistemi informativi (rilevazione dei pedaggi,
informazioni agli utenti, ecc), o di obsolescenza delle infrastrutture.

Rischio business (sviluppo)
Il rischio connesso allo sviluppo del business è associato agli obiettivi di diversificazione geografica e di business (privilegiando Paesi con solide prospettive di crescita), all’esecuzione di piani di investimento
(per i quali va valutato il rapporto costi/benefici) e/o all’acquisizione di nuove infrastrutture (preferendo autostrade con prospettive di sviluppo a supporto del traffico leggero/urbano e iniziative “brownfield” con un basso rischio di costruzione).