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Autostrade a 7 anni dalla privatizzazione

Telepass Premium: più conveniente di quanto pensi

Mancato pagamento: paga on-line
Autostrade 7 anni dopo: il nostro forum




Domande e Risposte
 
La campagna stampa e la pubblicazione di “Autostrade a 7 anni dalla privatizzazione. Fatti, numeri e risultati” nascono dall’esigenza di raccontare all’opinione pubblica chi siamo, cosa facciamo e quali  sono i nostri impegni, avviando un dialogo diretto e trasparente con tutti voi.
Per questo abbiamo aperto un Forum, in cui raccoglieremo domande, sollecitazioni, critiche che pubblicheremo, insieme alle nostre risposte,  nel rispetto della legge sulla privacy.
In attesa delle vostre sollecitazioni, vi ricordiamo che l’indirizzo al quale scrivere è:  7annidopo@autostrade.it
 


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Tariffe Investimenti e lavori Sicurezza e Qualità del Servizio Telepass Altro

Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Gentile Autostrade per l’Italia Spa
Davvero non vi vergognate nemmeno un pochino? La vergogna non è un sentimento del tutto negativo, a volte è utile, fa partire quello scatto di orgoglio necessario per migliorare finalmente le cose. Mettetevi nei nostri panni, trovo davvero offensivo buttare via i soldi per pagare un agenzia di comunicazione che si inventa un opuscolo come quello pubblicizzato dalla mail che mi avete inviato. Magari con gli stessi soldi si poteva in modo molto più mesto chiudere qualche buco.
Ma diamo un occhiata a quello che avete scritto:
le tariffe più basse in Europa? Non credo alle mie orecchie: partendo da Bologna per San Pietroburgo in auto, si spendono circa € 60,00 inItalia da casello a casello fino al confine per fare 350 kme circa € 60,00 di caffè e tramezzini dal confine italiano fino a San Pietroburgo per fare i restanto 3500 km. In Svizzera con € 30,00 viaggi tutto l’anno su autostrade che somigliano a tavoli di biliardo. In Francia paghi caro qualche brevissimo tratto solo sulla costa azzurra e da Strasburgo a Parigi, il resto gratis e per tutto il percorso sembra di essere i protagonisti della pubblicità di una berlina di lusso. Potrei continuare per pagine e pagine.
Nel solo tratto da Ferrara a Bologna che spesso percorro ci sono stati più morti e feriti che nella guerra civile americana. Segnaletica da terzo mondo. Lavori che non finiscono mai. Investimenti magicamente tramutati in stock-option.
Fatemi un favore, quando scrivete queste cose lasciate perdere il mio indirizzo.

Gentile Cliente,
la comunicazione non è un lusso, né uno spreco.
Serve a dare informazioni e a sollecitare un contatto e un dialogo con gli utenti. Si corre certamente il rischio, come nel suo ed in altri casi, di provocare reazioni e liberi sfoghi, che accettiamo comunque, perché al di là di tutto sono segni di attenzione che ci aiutano nel nostro lavoro.
Lasciando da parte presunti sensi di vergogna ed eventuali scatti di orgoglio, la nostra campagna informativa è un impegno di trasparenza che può anche risultare provocatorio se contrappone ai luoghi comuni dati e notizie puntuali.
Confermiamo che le tariffe applicate sulla rete autostradale italiana sono le più basse di quelle applicate sulle autostrade a pedaggio in altri Paesi europei, a cominciare dalla Francia. E’ vero che ci sono Paesi in cui le infrastrutture autostradali non sono a pedaggio, ma la ragione è che quelle arterie sono state realizzate e sono gestite con oneri a carico dei bilanci statali e quindi con oneri a carico di tutti i contribuenti. Non è un caso che questi Paesi, compresa la Russia e gli altri Paesi dell’Est Europeo (Slovenia, Croazia, Ucraina, Polonia, ecc.) si stanno orientando verso l’introduzione del pedaggio o verso l’estensione di tale strumento di finanziamento là dove è già stato introdotto.
Il dato che va compreso è che l’uso delle infrastrutture non è mai gratuito, qualcuno lo paga sempre; c’è solo da decidere chi è a pagare: il contribuente o l’utente, il residente o il turista straniero.
Queste decisioni non le prende la Società Autostrade, che è una concessionaria, ma ogni singolo Stato che decide, nel momento in cu valuta le risorse finanziarie che ha a disposizione, se realizzare e gestire direttamente un’infrastruttura attingendo finanziamenti dal proprio bilancio, o affidare l’opera in concessione ad una società che si farà carico del suo finanziamento.
Per quanto riguarda in particolare il tratto Bologna – Ferrara la sua valutazione di alta e crescente sinistrosità non trova conferma in ciò che realmente si verifica.
Infatti questa tratta presenta tassi più bassi della media di rete ed in netto miglioramento rispetto ai valori del 2000.
Il tasso di incidentalità con conseguenze alle persone sulla tratta Bologna – Ferrara è infatti, a fine 2006, pari a 10,65 incidenti ogni 100 milioni di chilometri percorsi a fronte del 12,9 medio di rete e a fronte, altresì, del tasso del 16,91 registrato su questa tratta nel 2000. In valore assoluto gli incidenti con conseguenze alle persone sulla Bologna – Ferrara sono scesi dai 115 eventi del 2000 agli 87 del 2006.
Per quanto attiene gli incidenti mortali, erano 6 nel 2000 e sono stati 4 nel 2006, con una riduzione di circa il 50% del tasso di mortalità: da 0,88 sinistri mortali ogni 100 milioni di chilometri percorsi nel 2000 al tasso 0,49 nel 2006 (valore quest’ultimo in linea con il tasso medio di rete).
Saluti cordiali
Autostrade perl ’Italia



Mittente:Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

*Sto leggendo da un po di tempòo della vostra pubblicità sui quotidiani in poche parole volete dimostrare che i prezzi del pedaggio sono meno dell'inflazione perche' non scrivete i soldi che avete intascatoi agli italiani senza investirlki in maggiore sicurezza e in maggiore autostrade?
ma il benetton si e intascato il malloppo per poi vendere una cosa non sua agli spagnoli ma non avete vergogna lo schifo in cui sono le autostrade anzi il governo vi dovrebbe per un
minimo di 10 ani senza aumenti e costringervi a sborsare quelli che bennetton si e intascato la galera occorerebbe altro che aumenti  allora smettetela di dire cazzate e sprecare soldi pubblici per
pubblicità ingannevole si perche i soldi sono di coloro che pagano le autostrade ed occorrono per migliorare il servizio non per causa pro Benetton ma vi chiedete gli italiani cosa pensano di questo scampio che fece il governo prodi a darvi la concessione gratis ?
solo grazie a Dipietro9 si inizia a vedere un po di chiaro ceryto la mia soddisfazione sarebbe vedere le autostrade ancora al servizio pubblico cercate di riparare le autostrade
Gentile Cliente,
nel ringraziarLa comunque per averci scritto, dobbiamo rimarcare che la Sua email rischia di risolversi in un concentrato di “luoghi comuni”, probabilmente  desunti da dichiarazioni che possiamo definire azzardate - tanto per usare un eufemismo - anche quando provengono da enti, istituzioni, organismi, ecc., da cui sarebbe lecito attendersi atteggiamenti equilibrati e responsabili.
Ci permetta di dire che i suddetti luoghi comuni  prima ancora di essere offensivi sono del tutto sbagliati: siamo certi di poterlo affermare con la responsabilità associata all’obbligo per noi di divulgare informazioni corrette, obbligo che deriva dall’essere un Gruppo quotato in Borsa.
Il libro “Autostrade a 7 anni dalla privatizzazione. Fatti, numeri e risultati” ha proprio la finalità di fare chiarezza, contro i luoghi comuni originati dalla disinformazione.
La invitiamo a leggerlo con attenzione e ci farà piacere ricevere una Sua nuova e-mail che ci consenta di interloquire con serenità e senza pregiudizi.
Saluti cordiali
Autostrade per l’Italia

Mittente:Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Gradirei conoscere per quale motivo il pedaggio  autostradale delle moto è identico a quello delle auto.
Grazie
Gentile Signore,
La ringraziamo per averci contattato.
In merito al quesito da lei posto, Le precisiamo che le moto sono inserite nella stessa classe di pedaggio delle autovetture per semplificare le operazioni di classificazione dei veicoli ai fini dell’attribuzione del pedaggio. Tale semplificazione costituisce una condizione indispensabile per i sistemi di esazione automatica dei pedaggi la cui funzione, come è noto, è quella di velocizzare il transito alle stazioni riducendo sensibilmente il fenomeno delle code.
Questo criterio di classificazione, che equipara moto ed autovetture, è quello prevalentemente adottato in Europa: solo Francia e Grecia differenziano, ai fini del pedaggio, le moto dalle vetture.
Cordiali saluti
Autostrade per l’Italia



Mittente:Lettera firmata
Oggetto: Tariffe
Mi sento pesantemente offeso e preso in giro dalla vostra e-mail e dalla vostra pubblicità.
Specialmente quando affermate di praticare le tariffe tra le più basse d'Europa pubblicando sul vostro sito tabelle di confronto con poche nazioni, molte di meno di quelle che compongono, appunto, l'Europa. Io so solo che per andare a lavorare ogni mese spendo 108 euro: più di quanto spenderei a pochi chilometri di distanza, in Austria, in un anno (80 euro) senza fare code ai caselli.
Non venite a raccontarmi che i caselli non provocano code. E non venite a raccontarmi che in Austria stanno attivando sistemi di tariffazione analoghi ai nostri. In Austria semplicemente vogliono disincentivare il traffico dei mezzi pesanti. E soprattutto non raccontatemi che volete fornire un servizio. Se così fosse sareste in grado di praticare sconti ai pendolari ed a questo proposito vi ricordo l'Art. 4 della Costituzione.
Il vostro scopo è solo quello di intascare soldi.
Mi rivolgerò ad una associazione di consumatori. Capisco che l'Italia è diventata ormai la patria della mistificazione, ma quando è troppo è troppo. Nel frattempo sto cercando percorsi alternativi che non prevedano il transito per le autostrade.
Non occorre una risposta a questa mia: non credo ci sia spazio per una serena discussione.
Saluti

Gentile signore,
ci dispiace dover rilevare una certa irritazione  riguardo alla nostra campagna di comunicazione, il cui fine resta quello di informare, dati alla mano, e di costruire una via di dialogo con i nostri clienti.
Siamo disponibili ad ascoltare ogni considerazione o critica, ma non possiamo rinunciare a rappresentare la realtà per quella che è, attraverso fatti, numeri e risultati che sono certi e di cui ci assumiamo la piena responsabilità, che è ancora più rilevante se si considera che siamo quotati in Borsa e che quindi abbiamo precisi obblighi da rispettare.
I confronti tariffari, cui lei fa riferimento, riguardano una serie di Paesi che hanno reti autostradali a pedaggio.
Confermiamo che la scelta in materia di politica autostradale la fa lo Stato, in Italia come nel resto d’Europa. Lo Stato può decidere di realizzare e gestire una o più infrastrutture con fondi pubblici e non introdurre il pedaggio (in questo caso l’onere è a carico di ogni contribuente), oppure decidere di affidare l’infrastruttura in concessione, per cui è una società concessionaria che la realizza e la gestisce investendo risorse finanziarie proprie e di terzi: in questo caso è necessario ricorrere al pedaggio, la cui applicazione e variazione annuale è, comunque, subordinata a precise norme.
Confermiamo altresì che in Austria come in altri Paesi (come la Germania), è allo studio l’estensione del pedaggio anche ai veicoli leggeri, e quindi non soltanto ai TIR.
Comprendiamo le esigenze del traffico pendolare, ma negli schemi tariffari attuali non sono previsti sconti, anche perché i minori introiti dovrebbero essere compensati mediante aggravi tariffari a arico di altre categorie di utenti.
In conclusione, non abbiamo nulla contro i percorsi alternativi, riteniamo anzi che il Paese abbia bisogno di un potenziamento dei sistemi di trasporto, soprattutto di quello pubblico locale e di una viabilità ordinaria adeguata alle esigenze della mobilità.
Nel ringraziarLa per l’attenzione che ci ha dedicato, Le inviamo cordiali saluti.
Autostrade per l’Italia


Mittente:Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

io ritengo che le tariffe siano eccessive, e la  tratta di autostrada che percorro tutti i santi giorni x recarmi a lavoro,  pontecorvo frosinone è piena di cantieri ed è un pericolo x  noi  viaggiatori.

Gentile cliente,
rispondiamo alla Sua e-mail:le valutazioni in merito all’onerosità o meno delle tariffe autostradali sono tutte comprensibili, comunque siano motivate. Ciò che è certo è che per sostenere gli ingenti capitali necessari a realizzare le opere e gli alti costi per gestirle e mantenerle ci vogliono tariffe adeguate.
Autostrade per l’Italia è riuscita, comunque, a mantenere le tariffe al livello più basso in Europa e, comunque, al di sotto del tasso di inflazione: ciò è stato possibile assicurando il massimo dell’ efficienza, incrementando la produttività e ottimizzando i costi.
Per quanto riguarda il tratto Pontecorvo – Frosinone, che lei percorre quotidianamente, è doveroso precisare che su questo tratto si sta intervendo per riparare la fondazione stradale che risale alla fine degli anni ’90 (ossia negli ultimi anni di gestione pubblica) e che, per errori di progettazione e posa in opera, deve essere, purtroppo, demolita e sostituita.
Stiamo intervendo sul tratto da lei citato su altri tratti autostradali su cui le pavimentazioni sono state realizzate con la stessa tecnologia. Nel corso dell’anno 2007 demoliremo i 25 Km. più ammalorati e così avverrà anche nei prossimi anni fino alla eliminazione completa della lastra.
Nel ringraziarla per la Sua attenzione, Le inviamo cordiali saluti
Autostrade per l’Italia


Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Ma che bravi......"siete stati i primi in europa a  sviluppare il telepass , gli altri paesi si sono messi in fila" leggo su una  diapositiva pubblicitaria sul quotidiano il secolo xix di martedi  29/5/07
Vi ricordo che le autostrde si pagano in pochissimi  paesi con pedaggio a transito tra i quali c'è l'Italia. Nella maggior parte  dei paesi (Germania , Olanda , Danimarca per es.)  sono gratuite , in  altri paesi (svizzera , austria) si hanno bollini prepagati di periodo variabile  molto convenienti.
Il pedaggio è una truffa legalizzata
saluti.

Gentile Cliente,
Facciamo seguito alla Sua email: partiamo dalla sua affermazione: ”il pedaggio è una truffa legalizzata”.
Ferme restando le opinioni che ciascuno può avere, sulla cui legittimità non spetta a noi esprimere, che l’affermazione non sia corretta è un dato oggettivo.
Il pedaggio, infatti, è una modalità di finanziamento della rete autostradale, per costruirla, gestirla, mantenerla. Risponde ad un criterio preciso: una grande infrastruttura deve pagarla chi la usa e in ragione di quanto la usa. L’alternativa per finanziare le opere è rappresentata dalle tasse: il costo delle infrastrutture è a carico dell’intera collettività attraverso le tasse e prescinde dal fatto che un contribuente le usi o meno, le usi tanto o poco.
La scelta del pedaggio o delle tasse, oppure di forme miste di finanziamento, viene decisa dai singoli Stati anche in base alla loro disponibilità di bilancio.
Non sono pochi i Paesi europei, come Germania e Austria, dopo aver attivato il pedaggiamento per i veicoli pesanti, è in programma l’introduzione del pedaggio anche per le autovetture (cfr. sito ASCAP – Associazione Europea Concessionarie Autostradali).
La Svizzera costituisce un caso a parte, la “vignette” più che una forma di abbonamento, sembra essere una tassa per gli stranieri e per questo contrastata dall’Unione Europea.
Nel ringraziarla per la sua attenzione, le inviamo cordiali saluti.
Autostrade per l’Italia



Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe


Buongiorno,
sono uno dei tanti pendolari che per necessità deve prendere ogni giorno (da sette anni) l'autostrada. In particolare mi riferisco alla tratta bologna casalecchio-modena sud.
Da anni mi sono dotato di telepass. Vi chiedo, come mai in tutti i tipi di trasporto, come autobus locali, treni, aerei sono previsti sconti, premi o abbonamenti a costo ridotto, mentre con voi questo non è previsto? 
Non potreste prevedere almeno il rimborso del canone telepass il cui utilizzo è un vantaggio per voi, invece di propormi il telepass premium?
Siete l'unica azienda commerciale in Italia che non fa differenze tra clienti "fedeli" come il sottoscritto (almeno 1000 euro l'anno di pedaggi) e chi vi sceglie poche volte l'anno.
 
Cordialmente

Egregio signore,
in merito alla sua richiesta, la informiamo che la nostra Società non effettua sconti sugli importi dei pedaggi il cui pagamento, peraltro, costituisce un obbligo di legge e quindi non è possibile discriminare tra chi usa molto o poco l'autostrada in funzione delle proprie necessità.
Siamo fortemente impegnati, invece, al miglioramento continuo della qualità del servizio offerto ai viaggiatori sia in fase di attraversamento delle stazioni,  sia lungo il tracciato autostradale, mirando al comfort ed alla massima sicurezza dei loro viaggi.
Riteniamo, infatti, che la qualità del servizio e la sicurezza - insieme ai benefici sulla gestione del traffico autostradale derivante dalla tempestività dell’informazione - abbiano un valore intrinseco più elevato e duraturo di quello rappresentato da eventuali sconti.
Per quanto riguarda il canone del servizio Telepass, le facciamo presente che il Telepass va, a tutti gli effetti, considerato come un sistema automatico di pagamento, confrontabile quindi con le Carte di Credito, il Bancomat, ecc..
E’ uno strumento che presenta evidenti benefici, sia per il Cliente, che per il gestore della rete autostradale utilizzato, ma anche una serie di costi a carico della stessa Autostrade per l'Italia, quali il costo degli apparati - concessi in comodato gratuito ai Clienti e immediatamente sostituiti in caso di necessità, -  il costo di tutte le attività tecniche ed amministrative necessarie per la gestione dei transiti e per il processo di fatturazione, il costo valutario derivante dal ritardo medio di circa due mesi, nel caso del Family, con cui vengono addebitati i pedaggi rispetto alla data in cui vengono effettuati i transiti (che ovviamente si traduce in un beneficio "valutario" per il Cliente), ecc.
Il canone del servizio, di fatto, non copre i relativi costi di gestione: si tratta, comunque, di un importo decisamente contenuto e fermo nel prezzo dal 1997.
Ci preme comunque segnalare che anche in ambito europeo, inclusi i Paesi con autostrade libere come Germania, Austria e Regno Unito, si stanno introducendo sistemi elettronici per il pagamento del pedaggio, iniziando per ora dai mezzi pesanti.
In merito all'Opzione Premium da associare al servizio Telepass, le segnaliamo infine i grandi vantaggi offerti da questa nuova formula che consente, con un uso regolare, di risparmiare almeno 100 euro in un anno. Infatti, Telepass Premium non solo le permetterà di risparmiare tempo al casello utilizzando le porte dedicate, ma anche di avere il soccorso meccanico gratuito in autostrada, di risparmiare su carburante, ristoro in aree di servizio, assicurazioni, viaggi, alberghi e manutenzione auto.
Cordiali saluti.
Autostrade per l’Italia


Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Buongiorno,
Non si puo' fare a meno di notare, in questi giorni e su tutti i quotidiani, le paginate di spot che state facendo....
In essi si snocciolano tabelle a me incomprensibili, quindi vi chiedo:
dato che mettete la pubblicita' anche su quei quotidiani... per cosi' dire... Regionali...., perche' non indicate l'andamento fra il 2001 e il 2007 delle tariffe, per veicoli di classe B (2assi), necessarie per percorrere un tratto "significativo" per quella Regione?
Tradotto in italiano:
Essendo io Emiliano, leggo il Resto del Carlino; quindi, perche' non indicate su questo giornale le tariffe Modena Sud - Bologna Borgo Panigale, oppure Piacenza Sud - Rimini Sud, degli ultimi 7 anni?
Sarebbero dati molto piu' immediati, non trovate?
Se poi la vostra campagna non prevedesse questo tipo di semplicita', e' possibile ricevere i 2 dati richiesti a questo indirizzo di posta elettronica?
Cordiali Saluti

Caro Signore, 
La ringraziamo per la sua e-mail e Le confermiamo che le notizie riguardanti le tariffe autostradali non possono che essere a livello nazionale e per medie di rete;
i percorsi autostradali sono infatti oltre cinquantamila e ciascuno con un proprio pedaggio. Sarebbe impossibile, dunque, dare informazioni puntuali, per disporre delle quali, è possibile consultare il sito
www.autostrade.it.
In merito alla sua richiesta di conoscere la variazione dei pedaggi tra il 2001 ed il 2007 per i veicoli a due assi di classe “B” sui due percorsi Modena Sud-Bologna Borgo Panigale e Piacenza Sud-Rimini Sud di seguitoriportiamo, in tabella, i dati puntuali. 

  
ANNO (*)
Percorso
Modena sud- BO
Borgo Panigale
Piacenza sud – Rimini
 sud
Classe B
Classe B
2001(**)
2002
2003
2004
2005
2006
2007
1,03
1,10
1,20
1,20
1,20
1,20
1,30
12,14
12,30
12,50
12,80
13,10
13,50
13,70
(*) Le variazioni sono decorse dal 1°gennaio ad eccezione degli anni 2004 (dal 1° luglio) e 2007
(dal 15 marzo)
(**) I valori del 2001 erano in lire e sono stati espressi in euro


I dati di pedaggio riportati in tabella comprendono l’IVA (20%) ed un sovrapprezzo destinato all’ANAS (pari a 0,2 cent a Km. per i veicoli di classe B) Le inviamo cordiali saluti
Autostrade per l'Italia


Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Egregi Signori, 
congratulazioni per i risultati raggiunti. Desidero solo far notare che nei  seguenti Stati:
Austria (relativamente alle vetture)
Svizzera
Germania (relativamente alle vetture)
Belgio
Olanda
Lussemburgo
Inghilterra
Repubblica Ceca
Slovacchia
Polonia
ed altri Stati Europei
non è previsto un passaggio autostradale a pedaggio che, se non  gratuito, viene riscosso mediante una ben più economica  contribuzione "una tantum" annuale mediante "vignetta".
 
Questi sarebbero gli esempi da seguire piuttosto che sviluppare tecnologie  inutili atte solo a spremere economicamente i già tartassati  automobilisti.
 
Cordialmente

Gentile Signore,
nel ringraziare per la Sua e-mail, dobbiamo precisare che in Italia, come nel resto d’Europa  è lo Stato a decidere se costruire le autostrade con fondi pubblici o con risorse private, se gestirle direttamente o attraverso società concessionarie, se pedaggiarle o consentirne l’uso gratuito.
Questa scelta non è irrilevante: se lo Stato decide di realizzare e gestire un’autostrada con risorse pubbliche o di esentare gli utenti dalla corresponsione del pedaggio, la conseguenza è che l’onere relativo alle risorse impiegate viene fatto gravare su tutti i contribuenti attraverso le tasse (anche su chi quell’autostrada non la userà mai).
Se lo Stato opta, invece, per l’introduzione del  pedaggio, il relativo onere graverà solo su chi usa quel tratto autostradale e in ragione della sua percorrenza.
Le scarsa disponibilità finanziarie dei bilanci pubblici, l’esigenza di limitare la pressione fiscale ed il riconoscimento del principio di equità - per cui il bene deve essere pagato da chi lo usa e non dall’intera collettività, - sta orientando i Paesi europei sempre più verso la soluzione del “pedaggiamento”.
L’Italia ha introdotto le autostrade a pedaggio negli anni ’20 con la Napoli – Pompei e successivamente con la Milano – Laghi.
Attualmente 24 Paesi europei dispongono di infrastrutture a pedaggio per un totale di 24.134 Km.
In alcuni Stati si fa ricorso alle “vignette” che rappresentano una via intermedia, per cui una parte è pagata dall’utente, mentre il resto è pagato dalla collettività: questa soluzione è in via di superamento proprio per le crescenti difficoltà della finanza pubblica e per i profili di equità di ripartizione degli oneri.
Riguardo ai Paesi da Lei richiamati, dobbiamo precisare che:
· Austria e Germania: dopo aver attivato il pedaggio per i veicoli pesanti, hanno in corso un piano di estensione del pedaggiamento ai veicoli leggeri;
· Olanda: è allo studio il pedaggiamento delle proprie autostrade ed è in corso la scelta della tecnologia più idonea di esazione elettronica;
· Polonia: dispone di 300 Km. di autostrade a pedaggio ed un programma di nuove autostrade in concessione per circa 1200 km;
· Inghilterra: da 2 anni ha in esercizio la sua prima autostrada a pedaggio (M6 Toll di Birmingham);
· Repubblica Ceca: ha in corso di attivazione un sistema elettronico di riscossione dei pedaggi per i mezzi pesanti;
· Belgio e Lussemburgo: non utilizzano il pedaggio tranne che per infrastrutture portuali  (tunnel, ponti, ecc.)
· Svizzera: ha introdotto la “vignette”, che è vantaggiosa per chi usa di frequente le autostrade elvetiche ma penalizzante per chi le percorre 1-2 volte l’anno, ragion per cui l’Unione Europea la considera “discriminante” per gli stranieri.
Per quanto riguarda, infine, le tecnologie non possiamo purtroppo concordare con Lei: non sono certo inutili, specie quando impediscono il formarsi delle code, velocizzano l’esazione, riducono sensibilmente le perdite di tempo e contribuiscono anche a ridurre il consumo di carburante.
Le inviamo cordiali saluti
Autostrade per l’Italia
Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Salve e grazie per la risposta che sinceramente non  aspettavo in tempi così brevi.
 
Relativamente alle osservazioni fatte:
 
trovatemi un Paese al mondo con maggior pressione  fiscale rispetto all'Italia in cui IN PIU' si paghi anche il servizio  autostradale.
I Paesi Europei in cui si paga con sistema  all'"italiana" sono limitatissimi. Io posso viaggiare da Trento alla Danimarca  pagando poco meno di 20 € in Austria e nulla più, fatelo alle tariffe italiane  e vediamo se bastano 200 €.
La Motorway 6 viene regolarmante boicottata dagli  automobilisti inglesi che non ritengono giusto pagarne il pedaggio, il  Governo inglese si è impegnato a non estenderne il  modello.
I servizi accessori che il nostro sistema autostradale  offre sono i peggiori d' Europa, sono imbarazzato nel vedere come i poveri  autisti di camion sono "ospitati" in Italia rispetto ai Paesi  limitrofi.
Chiedete pure agli Svizzeri se preferirebbero pagare  tutti una tantum la "vignetta", o farsi salassare per ogni tragitto  autostradale come da noi, ovvero girate la domanda agli italiani e vedrete che  di telepass non ne installerete più.
Ritengo la tecnologia inutile perchè togliendo i  caselli non servirebbe più un sistema telepass, allora sì che non ci sarebbero  più code!
Cordiali saluti/Mit freundlichen Grüßen/Best Regards
 
Gentile Cliente,
la ringraziamo per averci ricontattato e rispondiamo alle sue puntuali considerazioni.
· Forse è vero che non c’è un Paese con più alta pressione fiscale dell’Italia, è certamente vero che l’Italia ha gravissimi problemi di bilancio pubblico, per cui senza gli introiti da pedaggio, per le grandi infrastrutture lo Stato dovrebbe ulteriormente aumentare la pressione fiscale o non avviare nuove opere e rinviare a tempi migliori gli interventi di potenziamento della rete in esercizio.
· 24 Paesi europei adottano il sistema del pedaggio come l’Italia, ed è un numero destinato ad aumentare perché servono risorse finanziarie aggiuntive per far fronte al maggiore fabbisogno di nuove infrastrutture (ulteriori informazioni sul sito dell’ASECAP – Associazione Europea Concessionarie Autostradali).
Stimolati dal percorso da lei proposto (Trento- confine danese, 1270 Km), abbiamo provato a fare un rapido calcolo a fronte dei circa 20€ di pedaggi che su quell’itinerario che attraverso Germania e Austria paga un’autovettura, in Italia con le tariffe ASPI lo stesso itinerario di 1270 Km costerebbe all’utente 66 € e non già i 200 € da lei ipotizzati. Se prendiamo a riferimento un TIR, che paga sia in Austria che in Germania, il costo del pedaggio varierebbe da un minimo di 191,90€ ad un massimo di 281,30€ ( a seconda degli orari di attraversamento delle reti) contro i 157 € che si pagherebbero applicando le tariffe ASPI.
· Non è vero che l’Autostrada inglese M6 Tool è disertata dagli utenti: nel 2006 questa autostrada ha registrato un traffico medio giornaliero pari a 48261 veicoli, un dato che annovera la M6 tra le autostrade più trafficate in Europa. Inoltre il Governo inglese non si è affatto impegnato a non estendere il pedaggio, tanto che ha allo studio programmi in tal senso: la questione da affrontare riguarda la tecnologia più efficace di telepedaggio da adottare.
· Ha ragione per quanto riguarda la ridotta disponibilità di spazi per il parcheggio dei TIR nelle aree di servizio. Ma ci stiamo lavorando, ampliando le aree proprio nell’obiettivo di incrementare gli stalli disponibili. Li abbiamo già portati da 2500 a 4500, con l’obiettivo di avere una disponibilità di 9000 stalli nel 2010.
· Forse gli Svizzeri preferiscono pagare la loro vignette, grazie anche alle disponibilità di bilancio pubblico dello Stato elvetico, ma la stessa domanda andrebbe girata all’automobilista straniero che capita una volta all’anno in Svizzera ed è costretto a pagare per tutto l’anno.
· Certamente utilizzare e sviluppare la tecnologia per l’esazione elettronica dei pedaggi sarebbe inutile se venissero aboliti i caselli, ma fino a quanto questi ci sono il Telepass è lo strumento più efficace per tagliare le code. Code, queste, che senza farsi illusioni non verrebbero eliminate con l’eliminazione dei caselli, altrimenti come spiegare gli intasamenti sulla viabilità ordinaria e sulle strade di accesso alle città?
Saluti cordiali
Autostrade per l’Italia


Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe


In relazione al contenuto dell'ultima pagina del sole 24 ore di martedi 15 maggio 2007, ho potuto constatare nei miei viaggi in Europa
che in Germania le autostrade sono GRATUITE, in Austria ed in Svizzera si paga una semplice e poco onerosa VIGNETTE, che in
DANIMARCA ed in SVEZIA le autostrrade sono assoltamente GRATUITE.
 
E' invece una vergogna che in Italia una moto debba pagare l'autostrada come un'auto, che per ogni 100 km di autostrada si debbano pagare circa 5 euro, che la tangenziale di Mestre sia sempre intasata, che sempre nel sole 24 ore di alcuni giorni fa, nell'inserto
Nord-Est vi sia una articolo che riporta che per la terza corsia del tratto da Quarto d'Altino in poi verso Trieste, circa 90 km, sia
necessario un importo di 1.000 (mille) MILIONI DI EURO !!!
 
Come è una vergogna, dopo aver girato l'Europa, constatare lo stato pietoso delle nostre autostrade, sia in termini di continue interru-
zioni e restringimenti per lavori sempre in corso ma mai ultimati, sia di condizioni del manto stradale.
 
Allora, l'utente dotato di un criterio medio di valutazione dice:
 
E' MEGLIO CHE RISPARMIATE I SOLDI DI PUBBLICITA' SUI GIORNALI E PROVVEDIATE AD ADEGUARE GLI STANDARDS DI SICUREZZA E DI EFFICIENZA DELLE NOSTRE AUTOSTRADE A QUELLE EUROPEE, NONCHE' A NON APPROFITTARE DI CHI VIAGGIA IN MOTO APPLICANDOGLI TARIFFE IDENTICHE ALLE AUTO.
Gentile Signore,
in risposta alla sua e-mail, si ritiene utile inviarLe le precisazioni di seguito riportate; la conoscenza delle situazioni consente, infatti, quanto meno una maggiore serenità di giudizio.
In Europa ci sono autostrade che sono state costruite con fondi pubblici ed autostrade che sono state costruite con fondi privati. Le autostrade pubbliche sono generalmente libere da pedaggio e vengono pagate da tutti i contribuenti attraverso le tasse (anche da chi non viaggia in autostrada o non ha un’auto e, pertanto, paga per un’infrastruttura che non utilizza) le autostrade realizzate con capitali privati sono gestite a pedaggio.
Il pedaggio non viene applicato dalle concessionarie autostradali a proprio piacimento, ma sulla base di regole ben precise, molto rigide e non definite autonomamente.
Se si considerano i paesi europei dotati di reti autostradali a pedaggio con caratteristiche analoghe a quelle italiane (Francia, Spagna e Portogallo), si rileva che le tariffe applicate da Autostrade per l’Italia sono più basse di quelle applicate sui sistemi autostradali dei suddetti paesi. Ciò è quanto è stato riportato nei nostri messaggi informativi, basandosi su dati che sono stati resi pubblici dall’Associazione Europea delle concessionarie autostradali (ASECAP). 
Anche per quanto riguarda i paesi europei che Lei cita, Germania, Austria e Svizzera, qualche precisazione è opportuna.
In Germania il pedaggio è già applicato ai veicoli pesanti, è allo studio, peraltro, il progetto di estenderlo anche ai veicoli leggeri. Analogo approccio si sta seguendo in Austria, dove ad oggi i veicoli pesanti pagano il pedaggio, quelli leggeri pagano una vignette (annuale, bimensile o per 10 giorni) e dove, comunque, sono da tempo in esercizio anche alcune tratte a pedaggio. La Svizzera applica una forma di abbonamento che è conveniente se si percorrono le strade elvetiche frequentemente, molto meno nel caso in cui si effettuino un paio di viaggi all’anno, come capita agli stranieri. Per questa ragione l’Unione Europea contesta alla Svizzera il suo sistema di pedaggiamento.
Quanto al fatto che le moto sono inserite nella stessa classe di pedaggio delle vetture, rileviamo che a seguito della progressiva implementazione dei sistemi di esazione automatica (per velocizzare il transito alle stazioni) questo è il criterio di classificazione prevalentemente adottato in Europa; solo Francia e Grecia differenziano, ai fini del pedaggio, le moto dalle vetture.
Al riguardo a lei sarà noto che proprio al fine di risolvere la congestione da traffico sulla tangenziale, che è gestita dalla Venezia – Padova e non da Autostrade per l’Italia, è in corso la realizzazione da parte dell’ANAS del Passante di Mestre.
Per quanto concerne il costo dei lavori di 3^ corsia tra Quarto d’Altino e Trieste, non abbiamo elementi in merito in quanto la Società concessionaria è Autovie Venete.
A livello più generale, infine, sarebbe opportuno riflettere sul fatto che in Italia nel 1975 il Parlamento bloccò la costruzione di nuove autostrade e l’ampliamento di quelle in esercizio, con il risultato di accumulare un forte ritardo rispetto ad una sostenuta crescita della mobilità nel nostro Paese. Tutto ciò nel mentre si cui acuiva la crisi delle altre modalità di trasporto. E’ il sistema autostradale che oggi sostiene gran parte delle comunicazioni nel Paese e sarebbe assurdo ed impensabile non provvedere ad adeguarlo e modernizzarlo, come con impegno e non senza fatica stiamo facendo.
La salutiamo cordialmente
Autostrade per l’Italia


Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Buongiorno,
pregevole il fatto che abbiate risposto. Questo vi fa onore.
Comprendera' anche lei che certamente noi utenti apprezziamo il fatto che
ci sia della buona volonta' da parte vostra, ma allo stesso tempo tutta una
serie di punti che ha toccato sono certamente confutabili (ad es. la
vignette....in vigore anche in austria, in ungheria....). Quello pero' che
fa arrabbiare e' che dobbiamo pagare salato (a proposito, in Germania sulle
autostrade non si pagano pedaggi) ed arrivare sempre - dico sempre-in
ritardo per un motivo o per l'altro...
Comunque la buona volonta' e la cortesia sono sempre apprezzate.
Cordialita'

Caro Signore,
La ringraziamo per il commento e l’apprezzamento per la risposta.
Ci permetta di dire che le autostrade italiane sono le meno “salate” d’Europa e che anche in Germania il governo ha già avviato un piano di potenziamento delle autostrade con pedaggiamento dei tratti migliorati.
Lei però ha ragione quando dice che si arriva “sempre – dico sempre – in ritardo per un motivo o per l’altro”. Il motivo è solo uno: l’eccessivo intasamento delle nostre autostrade dovuto a 20 anni di inazione.
Per alleviare il problema abbiamo in cantiere oltre 550 km. di 3^ e 4^ corsia ed entro fine anno avremo completato i lavori per circa 200 km..
Cordiali saluti
Autostrade per l’Italia

Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Mi meraviglio nel leggere tanto ottimismo nei vostri annunci....le
autostrade sono un continuo cantiere, inadeguate e care....provate a
percorrere la milano-brescia a qualsiasi ora del giorno. SIETE UNA
VERGOGNA.
Ore di coda, di casino e quando si arriva al casello pedaggi che sono
criminali.
In Svizzera per un anno si pagano 30 euro.
Altro che chiedere ogni anno adeguamenti tariffari.
Noi utenti dovremmo rifiutarci di pagare per quanto non abbiamo come
servizio....poi denunciateci pure tutti....milioni di persone...

Gentile signore,
La ringraziamo  per la Sua attenzione e Le forniamo i chiarimenti richiesti.
La campagna che abbiamo avviato sui principali quotidiani italiani non è pubblicitaria ma di comunicazione: sentiamo l’esigenza di raccontare all’opinione pubblica chi siamo, cosa facciamo e quali sono i nostri impegni, sollecitando allo stesso tempo domande, osservazioni, critiche, cui cerchiamo di  rispondere in un dialogo a distanza, che riteniamo comunque positivo.
Nessun ottimismo, dunque, ma voglia di entrare nel merito dei problemi, con chi ci segue da vicino.
Come abbiamo reso evidente sulla stampa, le tariffe autostradali applicate in Italia sono le più basse rispetto ad altri Paesi europei, come Francia, Spagna, Portogallo.
I pedaggi non vengono determinati dalle società autostradali in modo arbitrario, ma in base alle regole fissate dalle norme e dalle convenzioni con Lo Stato
Lei fa riferimento alla Svizzera dove è in vigore una “vignette” dal costo di 30€ che consente la libera circolazione in autostrada per un anno.
Va premesso che lo Stato elvetico finanzia la propria rete autostradale attraverso la fiscalità generale e non mediante la “vignette” dai cui introiti probabilmente non ripaga nemmeno le spese di manutenzione. Questo significa che le autostrade non vengono pagate da chi le usa e in ragione di quanto le usa, ma da tutti i cittadini, anche da quelli che in autostrada non ci vanno mai.
Non è compito nostro discutere sull’equità o meno di tale scelta. Possiamo solo segnalare che la “vignette” è una sorta di tassa aggiuntiva, vantaggiosa per chi abitualmente frequenta le autostrade svizzere, ma svantaggiosa per l’utente straniero che vi capita una o due volte.
E’ per questa ragione che l’Unione Europea è contraria alla “vignette” svizzera, considerandola penalizzante per gli stranieri.
I problemi e le criticità sulla Milano-Brescia ci sono noti, aggravati come sono dall’inadeguatezza del trasporto pubblico locale e di quello ferroviario, così come dalla viabilità ordinaria, inadeguatezza rispetto a cui non sembra esserci la dovuta attenzione e la necessaria sensibilità.
Per risolvere questi problemi, stiamo compiendo ogni sforzo per completare i lavori di ampliamento a 4 corsie del tratto Milano-Bergamo entro la fine del prossimo mese di settembre. Certo se l’autostrada l’avessimo chiusa durante i lavori, problemi per gli utenti autostradali non ce ne sarebbero stati. Ma si poteva? Assolutamente no, sarebbe stata insostenibile la paralisi della mobilità in Lombardia.
Non si tratta di “annunci ottimistici”, ma di impegno e di  lavoro quotidiano, che cerchiamo di portare avanti per tutta la collettività.
La ringraziamo per l’attenzione e la salutiamo cordialmente.
Autostrade per l’Italia



  Mittente: Lettera firmata
 Oggetto: Tariffe

 Ho letto il vostro comunicato sul quotidiano IL SOLE 24 ORE  del 15 c.m. in merito al quale vorrei fare le seguenti considerazioni:
1.Ogni giorno una enorme massa di lavoratori si sposta con il proprio mezzo per recarsi sul posto di lavoro utilizzando le autostrade  e pagando il richiesto pedaggio; altri lavoratori, più fortunati, hanno la possibilità di raggiungere il posto di lavoro utilizzando i mezzi pubblici con un costo notevolmente inferiore. Una delle componenti del maggior costo per il lavoratore che utilizza il mezzo proprio ( generalmente per mancanza di mezzi pubblici) rispetto  a colui che utilizza il mezzo pubblico è dato dalla differente tariffa pagata per il servizio ricevuto, infatti un lavoratore che utilizza il treno paga un abbonamento mensile che non corrisponde alla sommatoria dei costi dei singoli viaggi, ma nettamente inferiore. Il medesimo lavoratore che utilizza l’autovettura paga ripetutamente i pedaggi autostradali con la medesima tariffa per tutti i giorni lavorativi.
PROPOSTA
Definire una tariffa agevolata  ( che sia più vantaggiosa rispetto all’attuale) per gli utenti che quotidianamente utilizzano l’autostrada per recarsi sul posto di lavoro . Con le nuove tecnologie una soluzione è senza dubbio possibile.
2.Un lavoratore frontaliero che si reca  da Turate (CO) a Lugano paga giornalmente un pedaggio di € 1,60 per l’andata ed € 1,60 per il ritorno  per tutti i giorni lavorativi per il tratto TURATE- COMO mentre quando oltrepassa il confine italiano ed entra in Svizzera paga una tariffa di 40 Franchi svizzeri per circolare sulle autostrade Svizzere per tutto l’anno.
Un rapido conto mi porta a dire che il medesimo lavoratore per transitare giornalmente sulle autostrade italiane paga in un anno lavorativo € 752 ( € 3,2 x 235 giorni lavotrativi)  mentre le autostrade svizzere si accontentano di circa € 30 . Dove sono le tariffe più basse d’Europa?
Sono fiducioso che “ CHI NASCE PER FAR MUOVERE IL PAESE” sappia trovare la soluzione per  FARLO ANCHE CRESCERE dispensando condizioni migliorative per i propri clienti/consumatori in particolare e per la collettività in generale.
Ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti.


Egregio Signore,

La ringraziamo per l’attenzione e facciamo seguito alla Sua cortese e-mail .
Il sistema tariffario applicato sulla rete autostradale italiana, sulla base di un quadro normativo e regolatorio ben preciso, non prevede la possibilità di adottare tariffe agevolate per i pendolari.
La ragione risiede nel fatto che i mancati ricavi conseguenti ad una riduzione tariffaria per i pendolari dovrebbero essere compensati da incrementi tariffari aggiuntivi per altre categorie di utenti, o da proporzionali apporti di risorse da parte pubblica (Stato, Regioni, Enti Locali), ciò al fine di salvaguardare l’equilibrio economico finanziario della gestione autostradale.
In base alla convenzione fra la concedente ANAS e la Concessionaria autostradale, è necessario che vi sia un flusso di ricavi che consenta di ripagare gli investimenti, coprire le spese di gestione e remunerare il capitale investito dallo stesso concessionario.
Il caso della Svizzera che lei richiama è emblematico: gli investimenti autostradali e le spese di gestione sono a carico del bilancio pubblico, per cui la differenza tra ciò che l’utente paga effettivamente e ciò che lo stesso dovrebbe pagare è a carico di tutti i contribuenti, anche di quelli che non usano l’autostrada.
In definitiva è una questione di politica economica e di efficienza gestionale: far pagare un’infrastruttura a chi la usa e in rapporto a quanto la usa o farla pagare all’intera collettività attraverso la fiscalità generale.
Ormai molti Paesi europei si stanno orientando sulla prima soluzione in quanto ritenuta più equa e maggiormente sostenibile per ragioni di bilancio pubblico.
Senza contare che chi deve passare per la Svizzera solo 2 volte all’anno è costretto a pagare un costo rapportato al chilometro ampiamente superiore. Questo è il motivo per cui il sistema della “vignette” è considerato illegittimo dall’Unione Europea e verrà progressivamente eliminato nei prossimi anni.
Contando sull’utilità dei nostri chiarimenti, inviamo i più distinti saluti.

Autostrade per l’Italia


Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe


Cari signori,
ho letto la vs. pubblicità sul sole 24 ore di oggi.
Permettetemi una critica:
faccio la tratta COMO - BERGAMO tutti i giorni.
Sono, di autostrada 35 (CO-MILANO) + 48 (MILANO-BG) KM = 83 KM, che alla vs. tariffa media di 5,31 eurocent al km fa 4,41 euro.....
.... come mai ne spendo 1,60+1,20+2,50 = 5,30?, cioé più del 20% rispetto alla media????

Se su questa tratta, che è per quanto riguarda la BG/MI la più trafficata d'italia, applicate il 20% in più della media, quali (e dove) sono le tariffe più basse?
E la media com'è calcolata? In base ai km o in base alle auto?
Perché se la media è sui km, ma sulle tratte più costose passano n volte le auto delle tratte meno costose, il concetto è un po' forzato.....
Scusate lo sfogo, ma ritengo che Autostrade per l'Italia sia una gallina dalle uova d'oro, che lo stato ha regalato (disgraziatamente, in quanto a prezzo) ai privati e che questi ultimi vorrebbero regalare (un po' meno, a dire il vero!) agli spagnoli.
Detto questo, Vi auguro comunque buon lavoro e che la società resti italiana.
Cordialmente.


Egregio signore,

rispondiamo alla Sua e-mail  per fornirle i necessari chiarimenti.
In primo luogo è opportuno precisare che le tariffe autostradali non vengono autonomamente decise dalla Concessionaria autostradale e sono definite in base a regole cui la stessa Concessionaria deve attenersi rigorosamente.
In particolare, la tariffa autostradale è su base chilometrica ed è differenziata per le 5 classi di pedaggio in cui è suddiviso il parco veicoli circolante (dai veicoli leggeri, a cui si applica la tariffa più bassa, ai TIR a 5 e più assi, a cui si applica la tariffa più alta). Un ulteriore differenziazione è fatta per i tratti di pianura e quelli di montagna.
Alla tariffa base, moltiplicata per i Km. percorsi, si applica un sovrapprezzo destinato all’ANAS e l’IVA al 20%. Il risultato - arrotondato, per eccesso o per difetto, ai 10 cent – costituisce il pedaggio che paga l’utente.
Sulle autostrade gestite in “aperto” - ossia dove non si ritira il biglietto all’ingresso e si paga in barriera o agli svincoli controllati e dove si effettuano percorsi intermedi gratuiti, - alle barriere di esazione si paga un pedaggio rapportato ad un percorso forfettario.
Tutto ciò premesso, il percorso cui lei fa riferimento, ossia Como – Bergamo, ha effettivamente una lunghezza complessiva di 83 Km. Si compone di 2 tratte: la Como - Milano che è gestita in “aperto” e la Milano – Bergamo che è gestita in “chiuso”.
Provenendo dalla città di Como, l’utente alla barriera iniziale di Como Grandate paga un pedaggio rapportato ad una percorrenza forfettaria di 30 Km.; alla barriera di Milano Nord l’utente paga un pedaggio rapportato ad una percorrenza forfettaria di 23 Km.
Sul tratto Milano – Bergamo si paga invece la percorrenza effettiva di 43 Km., che include una parte dei km. della tangenziale nord a monte della barriera di Milano est.
Questo spiega la ragione per cui il pedaggio che lei paga, pari a € 5, 30: si riferisce ad una percorrenza forfettaria di 53 Km. sulla Como – Milano ed effettiva di 43 Km. da Milano a Bergamo.
Va segnalato che nel sistema aperto dell’Autostrada dei Laghi un utente che percorre l’autostrada da Chiasso a Como ( 9 Km.) non paga pedaggio; se da Como va a Busto Arsizio (38 Km.) paga come se percorresse 30 Km; se va da Lomazzo a Busto Arsizio (29 Km.) non paga pedaggio; se da Lomazzo va a Milano (26 Km.) paga alla barriera di Milano Nord per 23 Km.
Le regole tariffarie cui si attiene Autostrade per l’Italia, così come tutte le altre 23 Concessionarie autostradali italiane, sono le stesse che si applicavano prima della privatizzazione della Società Autostrade per l’Italia, essendo inserite nel contratto di convenzione.
La privatizzazione di Autostrade per l’Italia, avvenuta tramite gara e rispettando procedure e criteri pubblici, è stata  - secondo  gli esperti e gli analisti -  la più redditizia per lo Stato, essendo stata pagata 4,5 volte il capitale della Società.

Autostrade per l’Italia


Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Ho letto la vostra pubblicità sui giornali....Ma come fate a dire che
avete le tariffe più basse d' Europa??? In GERMANIA sono GRATIS  in
OLANDA sono GRATIS  in SVIZZERA con una quarantina di euro giri tutto
l' anno in Austria con una decina di Euro giri una decina di giorni.
Tariffe sotto l' inflazione ???? forse dell inflazione dell Argentina
....
Le vostre tariffe sono un fattore inflazionistico... Io da Cesena
spendo meno ad andare in traghetto in Croazia e in Grecia piuttosto che
nel Salento in Autostrada.....
Basta con le bagianate sui giornali ....
oltre a pagare perchè ci dovete prendere anche per il c....
Distinti
saluti


Gentile Signore,

facciamo seguito alla Sua e-mail del 14 maggio u.s., per fornire una serie di precisazioni che  speriamo possano consentire una maggiore serenità di giudizio, a fronte di fatti e dati concreti.
In Europa vi sono autostrade che sono state costruite con fondi pubblici ed autostrade che sono state costruite con fondi privati. Le autostrade pubbliche sono generalmente libere da pedaggio e vengono pagate da tutti i contribuenti attraverso le tasse (anche da chi non viaggia o non ha un’auto che pertanto paga per un’infrastruttura che non usa). Le autostrade realizzate con il sistema delle concessioni sono gestite a pedaggio e non sono finanziate attraverso le tasse.
Il pedaggio non viene applicato dalla concessionaria autostradale a proprio piacimento, ma in base a regole ben precise, definite nel contratto di convenzione.
Se si considerano i Paesi europei dotati di autostrade a pedaggio (Francia, Spagna e Portogallo), le tariffe applicate da Autostrade per l’Italia sono più basse. Ed è quanto abbiamo riportato nei nostri messaggi informativi, con dati certi che sono stati resi pubblici dall’Associazione Europea delle Concessionarie Autostradali (ASECAP).
Per quanto riguarda gli altri Paesi europei che lei prende in considerazione, qualche precisazione va fatta. In Germania, il pedaggio è stato recentemente introdotto per i veicoli pesanti, ed è allo studio il progetto di estensione del pedaggio anche ai veicoli leggeri. Così come in Austria, dove comunque sono da tempo in esercizio autostrade a pedaggio. L’Olanda è orientata a seguire la strada intrapresa da Germania ed Austria. Solo la Svizzera applica una forma di abbonamento che è conveniente se si percorrono le strade elvetiche con una certa frequenza, molto meno se ci si capita 1 o 2 volte in un anno.
La scelta di questi paesi di introdurre il pedaggio come forma di finanziamento per la realizzazione e gestione delle infrastrutture autostradali è motivata da 2 fattori principali:
1. il principio di equità (far pagare l’autostrada solo a chi la usa);
2. le ristrettezze dei bilanci pubblici che non consentono più di destinare risorse pubbliche alla rete stradale se non facendo ricorso a misure di inasprimento del prelievo fiscale.
Complessivamente in Europa i Paesi che hanno infrastrutture a pedaggio sono 24 per una rete a pedaggio pari a km. 40.134.
Cordiali saluti

Autostrade per l’Italia 


Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Vi contatto per avere delle informazioni circa il sistema di riscossione dei pedaggi autostradali da parte del concessionario. Sto portando avanti una ricerca giuridica sul settore autostradale (ho letto la Vostra interessante relazione "Autostrade a 7 anni dalla privatizzazione: Fatti, numeri e risultati") e Vi sarei grato se potesse aiutarmi. In particolare vorrei sapere chi si occupa della riscossione dei pedaggi (direttamente il concessionario oppure un'altra società?) e se il soggetto deputato alla riscossione è lo stesso per il sistema Telepass, Via Card o di esazione manuale. Infine, come viene ripartito il pedaggio tra i vari concessionari nel caso in cui l'utente percorre un tratto autostradale coperto da più concessionari (ci sono pagamenti incrociati oppure c'è un unico soggetto gestore che alla fine ripartisce le somme ai vari concessionari?). Vi ringrazio per la disponibiltà e per le utili informazioni che ho potuto trarre dal Vostro sito internet.
Rimango in attesa di un Vostro riscontro.
Grazie.

 Gent.mo Signore

vogliamo innanzitutto ringraziarla per l’attenzione riservata al documento da noi predisposto per fornire a tutti una più completa comunicazione sul servizio autostradale.
Fin dagli anni ’70 le concessionarie autostradali italiane, per facilitare la mobilità degli automobilisti, operano in regime di Interconnessione, per cui il cliente accede alla rete interconnessa utilizzando in entrata una qualsiasi stazione autostradale presso la quale si munisce di un biglietto di ingresso che riporterà gli estremi della stazione e la data ed ora d’ingresso.
L’automobilista può liberamente effettuare qualsiasi percorrenza senza soluzione di continuità, attraversando anche tratte di competenza di diverse concessionarie.
Al termine del proprio viaggio il cliente, presentando alla stazione di uscita il biglietto di ingresso, effettua un unico pagamento del pedaggio, calcolato sulla base della percorrenza effettuata e sulla classe del veicolo utilizzato.
Il regime di Interconnessione è regolato, nei suoi aspetti civilistici e fiscali, da un apposito decreto ministeriale del 20 Luglio 1979, mentre per gli aspetti gestionali, economici e finanziari sono state stipulate apposite convenzioni bilaterali fra le concessionarie interessate.
Le condizioni operative cambiano in funzione della modalità di pagamento del pedaggio effettuata dal cliente al momento dell'uscita:

1. Pagamento in contanti, con Carta di Credito o con Carte Bancomat abilitate al circuito Fast Pay

La concessionaria che gestisce la stazione in cui è avvenuto il pagamento è autorizzata a riscuotere l'intero pedaggio dovuto dal cliente anche in nome e per conto di tutte le concessionarie interessate dalla percorrenza; dopo la riscossione, secondo le modalità previste in convenzione, la concessionaria provvederà a ripartire le competenze economiche di pedaggio fra le concessionarie interessate e ad accertare le rispettive competenze fiscali secondo quanto previsto nel decreto di cui sopra.
Le società che gestiscono i circuiti relativi alle carte di credito e bancomat  provvedono ad accreditare l’ importo alla concessionaria presso cui si é concluso il transito.


2. Pagamento con Telepass o carte Viacard di Conto Corrente.

L'onere di riscuotere il pedaggio al cliente spetta ad Autostrade per l’ Italia (ASPI), che in tempo reale raccoglie da tutte le concessionarie le informazioni relative a transiti conclusi con titoli di pagamento Telepass o Viacard. ASPI emette periodicamente - secondo quanto previsto nel contratto stipulato con il cliente - la fattura del pedaggio e ne richiede il pagamento al cliente. Le competenze delle varie concessionarie sono contestualmente accertate fiscalmente e ripartite da ASPI nei confronti delle stesse concessionarie.

3. Pagamento con Telepass Ricaricabile o carte Viacard a Scalare d'Importo.

L’onere di riscuotere il pedaggio al cliente spetta ad Autostrade per l’Italia (ASPI): il cliente acquista il pedaggio prepagato presso la rete di vendita ASPI o dei dealer autorizzati e gli importi vengono accantonati da ASPI a titolo di credito del cliente. ASPI raccoglie in tempo reale i transiti e provvede a decrementare il credito del cliente e a ripartire le competenze economiche fra le concessionarie interessate dalla percorrenza.

Và precisato che tutte le concessionarie sono autorizzate ad emettere carte di pagamento tipo Viacard, ma che di fatto quelle attualmente circolanti sono  solo quelle emesse da ASPI, che è altresì proprietaria esclusiva del sistema di Telepass: per ulteriori informazioni di dettaglio Le segnalo anche il sito www.telepass.it.


Ripartizione del pedaggio

Il pedaggio viene calcolato sulla base di tariffe chilometriche stabilite dalla società concedente ANAS.

Nel caso di percorrenze interconnesse ASPI, su richiesta di ANAS, elabora una tabella, condivisa con tutte le concessionarie, che a fronte di ogni percorrenza possibile elenca il pedaggio totale per il cliente - a seconda delle varie  classi di pedaggio -, e le specifiche competenze delle concessionarie titolari delle tratte attraversate.
A completamento di quanto sopra esposto ricordiamo che le classi di pedaggio sono individuate in base al numero di assi dei veicoli e, nel caso di veicoli a due assi, a fronte dell'altezza della sagoma misurata in corrispondenza del primo asse.

La tabella risultante è la seguente:
 

Classe di  Pedaggio

Numero assi

Altezza della sagoma sul primo asse

A

2

< 1,30 metri

B

2

> 1,30 metri

3

3

n.a.

4

4

n.a.

5

5 o più assi

n.a.


Con i più distinti saluti
Autostrade per l'Italia
 

Mittente: Lettera firmata
Oggetto: Tariffe

Vi ringrazio per la chiara e completa risposta che mi avete fornito. Le Vostre puntuali informazioni saranno utilissime per la mia ricerca. RingranziandoVi ancora per la serietà, professionalità e disponibilità mostrata nei miei riguardi, mando a Voi tutti i miei più cordiali saluti.


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